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Sala delle Cariatidi - Palazzo Reale (Milano)
Valentina Azzarone
13 Novembre 2019
La Sala
La Sala. La Sala lei da sola è un'opera d'arte. E' al centro del palazzo quasi a racchiuderne il cuore e ci si arriva attraversando altre stanze e saloni che paiono mirabili e subito si ridimensionano quando varchi la sua soglia e il confronto è impietoso. Percorso obbligato per raggiungerla, sempre uguale e sempre diverso: dipende dagli allestimenti in corso, dal meteo di Milano che può regalare luce, i raggi obliqui del sole a far brillare gli stucchi dorati e i lampadari di cristallo o condensa sui vetri opachi o gocce di pioggia a lavare via la polvere e lo smog dalle finestre. La Sala è grande e viva, ti osserva nonostante le sue cariatidi, da cui prende il nome, siano tutte cieche e mutilate per il tempo la storia l'incuria. Dominano dall'alto altere seppur sfregiate, ti sospingono verso il centro sotto il soffitto a volta altissimo. La Sala è fiera: ha resistito alla storia quella splendente delle grandi corti europee e quella vile del primo conflitto mondiale che l'ha ferita e oltraggiata. Ti accoglie quando vuoi, quando sei stanco e hai bisogno di tirare il fiato dal rumore e dalla frenesia del centro cittadino; quando il tuo appuntamento è in ritardo e vuoi ingannare l'attesa; quando si scatena il temporale e hai bisogno di un riparo e quando il caldo è insopportabile e cerchi un'ombra fresca. E' magnanima non vuole l'obolo dell'ingresso, sa di essere troppo importante per accettare il vil denaro. E' una sala illuminista e tollerante ha dialogato con Galileo Galiei sul suo "Sidereus Nuncius"; ha ospitato un'opera senza fissa dimora "I funerali dell'anarchico Pinelli" di Baj; ha accolto e amplificato il monito e il grido di dolore di "Guernica" con Picasso. Adesso celebra il genio di Leonardo da Vinci fa da palcoscenico alla sua Ultima cena in versione di stoffa, arazzo di fili d'oro e d'argento di seta intessuti commissionato da Re Francesco I che voleva a tutti i costi il suo Cenacolo, capriccio di regnante. Si farà trovare pronta e accogliente sempre, per racchiudere un nuovo tesoro e per donare ai suoi visitatori pace e meraviglia.
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