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Kunsthistorisches Museum - Vienna
Luca Salvino
22 Novembre 2019
Un'esperienza che ci accompagna
Può il racconto di un museo iniziare dal suo Café interno? Nel caso del Kunsthistorisches Museum di Vienna, sì! Essere immersi in quell’atmosfera, anche solo per poche decine di minuti, è un’esperienza che rimane sottopelle, latente, pronta a fuoriuscire capricciosamente regalando dei piccoli momenti di appagamento. Non è soltanto il maestoso salone circondato da archi dai marmi policromi, la bellissima vista che si gode dagli ampi finestroni, le fantastiche torte che fanno bella mostra nelle vetrine. È tutto questo e qualcosa in più, qualcosa che va oltre la descrizione puramente fisica degli oggetti presenti, ciò che per esempio in musica può essere il particolare colore dato ad una nota suonata in un certo modo…qualcosa di impalpabile eppure presente e che ne caratterizza a pieno la sua manifestazione verso il mondo esterno. Naturalmente il contesto gioca un ruolo fondamentale, in quanto il Café si trova all’interno di uno dei musei più ricchi d’Europa ed il solo fatto di arrivare nel salone-ristorante dopo aver salito i gradini della scalinata principale aiuta sicuramente la predisposizione dei propri “recettori di bellezza”. La scalinata è appunto la seconda cosa che mi è rimasta impressa indelebilmente nella memoria, in quanto di una bellezza a dir poco sconvolgente: credo che i termini in inglese "stunning" e "astonishing" rendano molto meglio l’idea. Bellezza che viene sublimata dalla presenza di fiori freschissimi sui piedistalli in marmo. Ciò che impressiona inoltre il fortunato visitatore, sono gli enormi saloni realizzati appositamente per ospitare determinate opere d’arte. Se ad esempio ci troviamo all’interno dell’ala egizia, avremo dei saloni affrescati con motivi inerenti a quel periodo storico. Dettaglio di non poco conto che ci permette di assaporare in maniera più completa la nostra passeggiata artistica. L’offerta del museo è notevole, visto che spazia dall’arte antica fino alla scuola olandese e spagnola, passando per i nostrani Caravaggio e Raffaello Sanzio. Vi è una forte presenza dei pittori fiamminghi ed in particolar modo è possibile apprezzare le opere più belle di Pieter Bruegel il Vecchio, quali “Lotta tra Carnevale e Quaresima”, “Banchetto nuziale”, “Grande torre di Babele”, “Danza di contadini” e “Cacciatori nella neve”. Questo è naturalmente un elenco di preferenze puramente personale, ma la vastità e la ricchezza del museo consentiranno ad ognuno di farsi la propria top five in stile Rob Fleming, protagonista del romanzo Alta fedeltà.
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