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UFFIZI di Firenze
emanuele straccia
25 Novembre 2019
Com'era bello vivere a Firenze nel Rinascimento
Chiedo scusa alla Sellerio e ai partecipanti a questo gioco se ho deciso di raccontare un museo che quasi tutti hanno visitato. Forse in maniera inadeguata e non all'altezza, mi accingo a parlare un po’ della mia visita agli Uffizi. Ho aspettato fino agli ultimi giorni del concorso nella speranza che qualcuno più bravo di me lo facesse. Ma visto che non è avvenuto, ci provo io. Dobbiamo ringraziare l’uomo che ha cambiato la storia di Firenze, Lorenzo il Magnifico, poi Cosimo I de Medici per la costruzione dell’edificio, per la sua idea di organizzare la vita cittadina e la sua burocrazia riunendo in un unico edificio la sede degli uffici che gestivano Firenze e il territorio della Toscana (gli odierni ministeri). Dobbiamo ringraziare Giorgio Vasari che ha progettato l’edificio poi, nel corso degli anni terminato da altri. Ma se lo vediamo come il luogo che custodisce la più straordinaria concentrazione di capolavori e pagine irrinunciabili di qualsiasi libro di storia dell’arte, lo dobbiamo a Anna Maria Luisa, l’ultima dei Medici. Rimasta l’unica erede della famiglia dopo la morte del padre Cosimo e del fratello Gian Gastone, fece di tutto per diventare erede del granducato in assenza di discendenti maschi. Ma dopo varie vicissitudini, Il granducato passò agli Asburgo Lorena. E’ in questo contesto che vede la luce “il Patto di Famiglia”, l’atto destinato a consegnarla per sempre alla storia. La nuova famiglia regnante non potrà svuotare la città dei suoi tesori. Tutte le opere d’arte venivano vincolate a Firenze allo scopo di “conservare l’ornamento dello Stato, l’utilità del pubblico e per attirare la curiosità dei forestieri”. E’ una domenica mattina quando faccio il mio ingresso agli Uffizi, la classica stupenda giornata primaverile del centro Italia. Faccio mio il consiglio che gli esperti danno ai visitatori. Fare un primo giro del museo senza avere una meta, tanto per annusare l’aria. Concentrarsi su poche opere. Poi però bisogna tornare. Purtroppo non basta una vita intera per poterlo visitare bene. Anche se sarò un po’ scontato, mi sono concentrato su Botticelli e sulle nuove stanze di Michelangelo e Leonardo con lo strepitoso sistema di sicurezza; solo arrivando a pochi centimetri dall’opera d’arte ci si accorge del vetro che la protegge. Permettendo così a noi visitatori di vedere tutti i particolari. La nascita di Venere è così bella che ogni tanto bisogna riposare la vista. Sintesi di mitologia greca, Venere la dea dell’amore e della bellezza che nasce dal mare. La modella del quadro, Simonetta Cattaneo, la donna più bella del Rinascimento. E poi il Tondo Doni di Michelangelo o per meglio dire la Sacra Famiglia, e ancora l’incredibile Annunciazione di Leonardo. Vorrei essere capace di esprimere compiutamente le emozioni che si provano davanti a queste opere d’arte. Per ultimo mi dedico alla Tribuna degli Uffizi, un gioiello tra gioielli. Definito il primo museo della storia dell’arte occidentale. L’idea cioè di esporre tutte insieme, in un unico posto tutti i dipinti, le statue, i vasi, le medaglie. Ci si può solo girare intorno e vedere dalle porte. Per preservarla, vietato entrare. Giusto così. Mi reco all'uscita che la giornata è quasi finita, ho fatto qualche foto per fissare un po’ quello che ho visto sperando di non dimenticare neanche il più piccolo particolare. Invidio moltissimo i fiorentini che possono fare una visita in qualsiasi momento. Uscendo, mi giro per un’ultima occhiata e per un arrivederci. Ci vediamo presto.
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