Racconta il tuo museo - Racconto dell'utente

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Galleria Doria Pamphilj
giovanni polistena
3 Dicembre 2019
Stregato da Caravaggio
Sono un assiduo ascoltatore dei programmi radiofonici di RaiRadioTre. Il 28 ottobre, giorno in cui ho ricevuto la vs e-mail che preannunciava la pubblicazione del volume ‘Pezzi da museo. Ventidue collezioni straordinarie nel racconto di grandi scrittori’ e dell’iniziativa ‘Racconta il tuo museo’ ho avuto la possibilità di ascoltare la puntata di Wikiradio dedicata al pittore Francis Bacon. Sapevo che aveva realizzato un quadro dove rivisitava la tela del Velasquez che ritrae papa Innocenzo X, ma non sapevo che la stessa era la sua opera preferita: l’ho appreso ascoltando la trasmissione, come pure sono venuto a conoscenza che la stessa è custodita alla galleria Doria Pamphilj di Roma. E mi sono ricordato che nel lontano 1993 ho visitato questa galleria, anche se mi pare di non aver visto la tela del Velasquez. E voglio scrivere di questa galleria. Mi ci ero recato, mi trovavo a Roma per una vacanza, per poter ammirare i due quadri del Caravaggio che vi sono conservati, la Maddalena penitente e Il riposo durante la fuga in Egitto. Due quadri che io amo molto, ai quali sono molto affezionato (come a tutti i quadri del Caravaggio, d’altronde). Il primo è stato anche utilizzato per la copertina del bellissimo romanzo di Anna Banti ‘Un grido lacerante’, e l’immagine è estremamente attinente al contenuto del libro. Volevo vedere da vicino i monili e il vaso pieno d’acqua che sono ritratti ai piedi della figura femminile, le mani stupendamente tratteggiate, deposte sul grembo, immergermi nella luce, assoluta protagonista anche in questa tela, come lo è in tutte le opere del Merisi. Così come volevo immergermi nell’atmosfera dell’altro quadro, ammirare la Madonna con la guancia poggiata sulla testa del Bambino dormiente, guardare l’occhio dell’asino alla sinistra della testa di Giuseppe, che sembra osservarci. I molti quadri erano sistemati alle pareti di un vasto corridoio che si snodava intorno a un lucernario centrale, almeno così ricordo. L’atmosfera era molto suggestiva, particolare, inconsueta, per me. Erano veramente tanti. Alla vista di tutti quei quadri mi preoccupai, mi domandai come avrei fatto a trovare le due tele del Caravaggio, per le quali mi trovavo lì, in mezzo a tutti gli altri. Non ho pensato che sarebbe stato bello osservare tutti quei quadri. Ed ecco che di colpo successe qualcosa di incredibile. Le vidi subito le due tele, mi sembrò come se i quadri, tutti gli altri quadri, scomparissero alla mia vista per permettermi di vedere quelli che cercavo io. O forse sono stato io a metterli ‘fuori fuoco’ per trovare ciò che mi interessava. Come ciò sia potuto succedere ancora non lo so. Avevo 28 anni nel 1993, ero appassionato d’arte, ma non come lo sarei diventato, come lo sono diventato adesso. Spero di potere tornare presto a visitare la galleria Doria Pamphilj: stavolta però non mi soffermerei ad osservare con attenzione solo le due opere caravaggesche, ma guarderei con attenzione tutti i quadri della collezione, magari ne dedicherei di più, attenzione, al capolavoro di Velasquez tanto amato da Francis Bacon. I quadri del Caravaggio erano sistemati in alto, non potevano essere osservati da vicino: a me piace, nei limiti del possibile, poter vedere le singole pennellate, sono un amante del dettaglio, anche a rischio di far azionare i sistemi di allarme.
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