Crescere con i librai

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Diventare adulti
Federica Cane
Claudiana
Roma - RM
20 Settembre 2017
consiglio:
Olafsdottir Audur Ava, Rosa Candida, Einaudi 2012
Sarebbe bene, nell’ordine: studiare, lavorare, innamorarsi, sposarsi e avere un bambino, magari una bambina. Ma Lobbi spariglia le carte, sovverte i termini della sequenza. Nel cammino dall’adolescenza alla vita adulta comincia dal fondo, dalla piccola Flora Sol, sbocciata al mondo dopo l’amore all’alba in una serra, al termine della sua festa di compleanno. A ben guardare neppure la morte della madre a soli 59 anni rientra nell’ordine delle cose, così come il fatto di lasciare l’Islanda, dove abitano il padre e il fratello autistico, portando con sé le talee di una rosa da lei molto amata, per metterle a dimora nel giardino di un monastero a migliaia di chilometri da casa. Lobbi si muove senza far rumore, esitante e deciso al tempo stesso, permeabile agli incontri che il viaggio gli propone, mentre il disegno della sua vita si delinea. Nel romanzo della scrittrice islandese tutto si apre: stagioni, amicizie, vite nuove, possibilità d’amare e di essere amati, persino il giardino del monastero, cui Lobbi ha dedicato mesi di cure e che ha ritrovato l’antico splendore. Nella cura alle amatissime rose Lobbi perpetuerà l’amore ricevuto dalla sua famiglia, imparerà ad aspettare che Flora Sol cresca e che Anna, la sua giovane mamma, sbocci a sua volta. L’autrice pare suggerire che il cammino verso di sé, quello che consente di capire i propri desideri e di affrontare la vita con curiosità e coraggio, non segue necessariamente le tappe prestabilite. Si tratta di un romanzo delicato eppure schietto, da consigliare agli adolescenti (e agli adulti) che hanno l’impressione di aver perso il treno e che temono di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato.
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