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Mal di leggere
Rocco Pinto
Il ponte sulla Dora
Torino - TO
13 Settembre 2013
rimedio:
Hassoune Jamila, La libraia di Marrakech; Morley Christopher, Il Parnaso ambulante
Il libro che ho scelto, per curare il mal di leggere, è «La libraia di Marrakech» di Jamila Hassoune edito da Mesogea, coraggioso editore di Messina. Jamila ha una grande passione, quella per i libri, che le ha trasmesso il papà maestro elementare che decide di vendere l'appartamento dove abita per aprire una libreria con la sua famiglia a Marrakech. L’interesse di Jamila non è rivolto verso le persone che entrano in libreria, ma piuttosto verso quelle che non entrano; ed è questo il motivo che la fa diventare una libraia nomade inventando prima le Carovane civiche con Fatema Mernissi e poi nel 2006 la Carovana dei libri. La storia di Jamila, libraia nomade, raccontata con Santina Mobiglia, è una dimostrazione che i librai possono avere un ruolo sociale dentro e fuori dalla libreria. Nel libro si narra la storia di Jamila che porta i libri con la sua Carovana soprattutto nelle zone rurali del Marocco , dove più alto è l'analfabetismo, e nelle scuole. Inoltre si racconta come è cambiato il Marocco negli ultimi anni alla luce anche della nuova costituzione e della riforma del codice di famiglia che ha cambiato radicalmente il ruolo della donna nella legislazione marocchina . È un libro di viaggio attraverso i deserti di chi non legge e le oasi di chi, piano piano, scopre il piacere della lettura e del libro. Leggendo La libraia di Marrakech mi è venuto in mente un prezioso libro «Il Parnaso ambulante» di Christopher Morley che racconta di una libreria viaggiante nella Pennsylvania degli anni ’50. Forse bisognerebbe ripartire dalle campagne per parlare di libri ed andare incontro alla persone che non leggono. Nel nostro paese più del 50% non legge neanche un libro all'anno. Ci sarebbe bisogno anche da noi di carovane di librai viaggianti che vadano incontro al «popolo» dei non lettori come facevano i librai pontremolesi che partivano dalla Lunigiana con le loro «gerle» piene di libri in giro per il mondo, per cercar «lettori».
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