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Amore non corrisposto
BARBARA PIERALICE
LIBRERIA NUOVA EUROPA
ROMA - RM
13 Settembre 2013
rimedio:
Georges Simenon, Luci nella notte, Milano, Adelphi
“Lui lo chiamava entrare nel tunnel. Era un’espressione tutta sua, di cui si serviva solo nella sua testa e non usava con nessuno, meno che mai con la moglie”. Lui è Steve Hogan, impiegato in un ufficio di Madison Avenue, che, con la moglie Nancy, si mette in viaggio da New York per andare nel Maine a recuperare i figli in campeggio chiamato Walla Walla. È il primo weekend di settembre e la radio prevede un numero di quarantacinque milioni di auto sulle autostrade. “Al ritorno dal Maine avrebbero messo la parola fine all'estate e alle vacanze, e a quel punto sarebbe incominciata la vita invernale, con le giornate sempre più corte, i figli che li avrebbero costretta tornare a casa subito dopo il lavoro, un'esistenza più complicata, senza strappi alla regola”. Ma qualcosa tra i due coniugi si rompe, colpa forse di quel tunnel di Steve, un tunnel mentale, fatto affogare nell’alcol, soprattutto rye e Martini bevuti nelle frequenti soste in aree di servizio. Ma il tunnel di viltà e insoddisfazioni è evidente soprattutto dai silenzi imbarazzati tra i due in auto, dai discorsi banali, dalle fughe e dalle strade (forse volutamente) sbagliate. Un viaggio che si mena in circolo, quasi come se le possibilità di scarto non fossero ammesse. Ma un terzo personaggio entra in scena, Sid Halligan (da notare le stesse iniziali del protagonista, come fosse il suo riflesso in filigrana, la sua metà oscura). Steve conosce Sid in un bar sull’autostrada. Ma scopriamo subito che Sid è un evaso da Sing Sing, che inopinatamente si siede in macchina di Steve, mentre Nancy, dopo un litigio, decise di raggiungere il campeggio da solo con una corriera. Quando Steve esce dal bar dove si è fermato per concedersi l’ennesimo bicchiere, al posto di nancy ritrova solo un biglietto: “Io proseguo in pulmann. Buon viaggio”. Steve riparte con Sid, in una notte da incubo, tra tentazioni e insidie, scoprendo che Nancy non è mai giunta al campeggio dove li attendevano i figli. Ambientato sulle highway americane questo straordinario romanzo di Simenon, scritto a Lakeville, nel Connecticut, nel luglio del 1953, è un noir on the road, che mescola camaleonticamente il genere noir (le immagini sembrano rimandare a Ore disperate o La Fuga, entrambi interpretati dal Grande Bogart), fino a ribaltarlo con una sensibilità tutta europea. Sembrerebbe quasi anticipare l’America disperata e nera, di Raymond Carver o Jim Thompson. Luigi Toni
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